E se Hamilton imitasse Schumacher a Barcellona (sono giusto 30 anni)…

C’è qualcosa di nuovo nell’aria. Non è la pole di Russell e neppure la prima scivolata fuori dalla prima fila di Kimi Antonelli. La sorpresa del sabato di Barcellona, dolce come la crema catalana che fanno da queste parti, è la prestazione di Lewis Hamilton che ha portato la Ferrari a 64 millesimi dalla pole con una prestazione che fino agli ultimi metri della pista lo vedeva addirittura davanti a Russell.

Peccato che sul più bello non avesse più energia, se l’era giocata tutta prima per stare incollato alla Mercedes. “Abbiamo battuto uno dei loro due piloti, adesso dobbiamo battere l’altro”, ha detto un Lewis fiducioso che manda baci a tutti e tanti ringraziamenti a chi ha lavorato in fabbrica per portare in pista gli aggiornamenti che hanno permesso alla Ferrari di fare un salto avanti.

Da quando è in rosso non si era mai arrampicato in prima fila. Lo ha fatto su una pista dove la prima staccata è lontanissima e dove fino alla curva 4 ci si po’ giocare tanto (ricordate il crash tra Lewis e Rosberg?). Hamilton ha un’idea in testa, vedremo se riuscirà a vincere la sua prima gara da ferrarista sulla pista dove Schumacher, esattamente 30 anni fa inaugurò la sua striscia rossa.

“Non so se sia la miglior Ferrari della stagione. Sicuramente è quella più vicina alla pole position, con il distacco minore dalla Mercedes”, ha detto Vasseur che finalmente può sorridere a proposito. Il responsabile ferrarista perdona Leclerc: “E’ normale essere delusi dopo qualifiche come queste. Ma penso che Leclerc avesse il passo per fare la pole position e finire decimo non è quello che ci aspettavamo. E’ vero che ha spinto come un pazzo ed è anche vero che anche noi abbiamo spinto come pazzi per portare questo tipo di aggiornamenti che abbiamo qui a Barcellona”.

La Ferrari ha il passo gara per prolungare a sorpresa e il caldo  previsto (oltre 50° sull’asfalto) favorirà chi saprà gestire meglio le gomme, tanto che Pirelli non esclude le tre soste. Peccato che Leclerc no sia riuscito a metterci del suo. Ci ha provato, fin troppo, finendo nel muro in curva 4. Un errore suo, era 9 km all’ora più veloce del giro prima, stava forzando. “Provo solo tanta vergogna, mi sono presentato alle interviste perché devo farlo, ma mi vergogno molto, avevo tantissima fiducia, potevamo fare la pole, l’unica curva difficile era proprio la Curva-4 e ho provato a fare qualcosa di diverso. Non ci sono scuse, mi dispiace molto per i tifosi, per la gente che mi segue. Domani anche vincere non sarebbe sufficiente onestamente per scusarmi”, ha detto a modo suo. Aveva fiducia nella macchina, aveva il feeling, si è fatto ingolosire troppo.

La stessa cosa capitata a Kimi che ammette: “Ho over performato e non ho mai trovato davvero il ritmo giusto sul giro, però sono contento della simulazione di gara e parto sul lato pulito della pista. La terza posizione non mi piace, ma guardando alla gara non è male”. Deve solo rendersi conto che con non può vincere tutte le gare. E il mondo ce l’ha sempre in mano lui.

La vittoria se la giocheranno i primi tre, con Max in agguato e le McLaren un po’ deludenti. Anche se il più deluso di tutti è Fernando Alonso: non gli era mai capitato di partire dall’ultima posizione nel gran premio di casa. Tanto che nel paddock circola una voce: Fernando vorrebbe chiudere la carriera dove ha iniziato a vincere, ossia alla Renault, oggi Alpine. Non deve essere difficile mettere in contratto il suo manager con il grande capo…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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